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Da soli non si vince: la chiave del successo di RiFRA

Brand di lungo corso, già da qualche decennio RiFRA sta puntando a obiettivi ben precisi: rafforzare l’identità del marchio e posizionarsi sulla fascia alta di mercato, esportando oltre il 50% della produzione. Un percorso perseguito con lucidità ma anche con una certa dose di visionarietà da Matteo Rivolta, AD dell’azienda. L'intervista de Il Bagno Oggi e Domani

Leader nella progettazione e realizzazione di bagni e cucine e di lusso, RiFRA esporta la bellezza e l’unicità del Made in Italy nel mondo. Il design delle sue proposte si caratterizza per linearità delle forme, versatilità e attenta ricerca di materiali e finiture, posizionandosi a un livello di qualità superiore e rispondendo al gusto di una clientela internazionale esigente ed esperta. Punti di forza del brand sono la fase di progettazione on-line, la realtà aumentata applicata all’interior design, la creazione di shop-in-shop negli showroom di tutto il mondo e di innovativi concept espositivi di successo che, a partire dalla sala mostra monomarca milanese, saranno presto inaugurati a New York e Mosca. Una storia fatta di uomini e ambizioni, idee e oggetti, che può creare suggestioni ma soprattutto dare ispirazione a chi cerca un confronto concreto. Abbiamo intervistato Matteo Rivolta, AD dell’azienda.

Quali sono le tappe che hanno segnato la storia di RiFRA dalla nascita fino a essere oggi un marchio specializzato nel lusso?

“Negli anni Trenta la mia famiglia conduceva un’azienda specializzata nella produzione di arredo. RiFRA è stata fondata negli anni Settanta da cinque fratelli: realizzava mobili di arredobagno conto terzi e nostro cliente era la più importante azienda di arredobagno dell’epoca, la Merati. Quando questa è uscita dal mercato ne abbiamo acquisito i clienti. Negli anni Ottanta, con lo Studio Castiglia & Associati, abbiamo avviato collezioni di design e realizzato il primo catalogo RiFRA. Dagli anni Novanta partecipiamo al Cersaie bolognese e al Salone del Bagno all’interno del Salone Mobile di Milano, fino ad arrivare agli anni Duemila, periodo in cui siamo entrati in un consorzio di aziende leader nel design e abbiamo avviato l’export delle nostre produzioni., oltre a partecipare alle più importanti fiere di riferimento. Poi, per rispondere alle richieste del mercato, abbiamo inaugurato anche la produzione di cucine e nel 2016 ci siamo presentati al Salone Internazionale del Mobile, a Milano, con due stand: uno dedicato al bagno e uno alla cucina. A fine 2017 abbiamo inaugurato lo showroom RiFRA di Milano in C.so Matteotti, nel quadrilatero della Moda. Il concept ha avuto grande successo e abbiamo deciso di replicarlo: in aprile apre i battenti lo showroom di nostra proprietà a New York, a breve avremo un’altra sala mostra a Mosca”.

Un percorso molto coerente e convinto, il vostro, sostenuto da grandi risultati. È così?

“Sì, non abbiamo avuto dubbi. La mia posizione è quella di un’azienda di manifattura che fa fatica a lavorare in Italia per i costi elevati di produzione. Inoltre, i prezzi di energia e trasporti in Italia sono i più alti d’Europa. Unica soluzione per avere margini accettabili è posizionarsi sulla fascia alta del mercato ed esportare almeno il 50% del fatturato. RiFRA ha raggiunto il 70% di export”.

Come si è strutturata l’azienda per rispondere alle aspettative di una clientela di alto livello?

“Il prodotto di altissima qualità è frutto di importanti investimenti. Per esempio, abbiamo rinnovato tutti i macchinari di produzione, falegnameria e lucidatura. Tutte le fasi produttive, fino alla finitura, si svolgono all’interno degli stabilimenti RiFRA. Anche la progettualità è importante: abbiamo scelto di rinunciare a designer esterni creando un Centro Stile interno – RiFRA Lab – con architetti e progettisti che hanno diversi obiettivi: anticipare le esigenze e i gusti del mercato, creare design e i prototipi delle collezioni. Anche i cataloghi e i video di presentazione sono realizzati al nostro interno”.

Come riuscite a coinvolgere una clientela internazionale attraverso il vostro servizio di progettazione?

“Nel caso in cui un cliente non abbia la possibilità di accedere fisicamente a un RiFRA store, il primo step è la nostra progettazione su misura on-line: il cliente è supportato da una chat personale con un nostro progettista interno dedicato. Si prosegue con la realizzazione del progetto nei nostri stabilimenti e infine si consegna al cliente un box che contiene il progetto, un vasto assortimento di materiali e un visore 3D che, grazie alla realtà aumentata, ricostruisce virtualmente il progetto bagno o cucina. Il cliente potrà così muoversi all’interno degli ambienti domestici ricreati e già arredati da RiFRA, sperimentando un’esperienza straordinariamente immersiva e realistica. Questo approccio abbate la distanza tra azienda e cliente, coinvolgendo quest’ultimo in un’esperienza di acquisto totalmente inedita”.

Perché avete preferito allestire un Centro Stile interno – quindi è RiFRA che firma i suoi stessi prodotti – piuttosto che puntare sulla collaborazione con noti designer?

“Questa è una scelta aziendale che porta dei vantaggi. Avere designer interni ci permette di essere molto più flessibili e veloci, anche nell’anticipare le esigenze del mercato. Al cliente interessa soprattutto il valore del brand di fascia alta, perché questo implica affidabilità, qualità e un alto livello di design del prodotto”.

Lei è stato ed è una figura fondamentale per il successo di RiFRA. Perché ha deciso di scrivere un libro raccontando la sua esperienza e condividendola? 

“Lavoro con un team affiatato. Da soli non si vince, si deve fare squadra. Nel libro “Direct from Milano” ho sintetizzato la mia attività di imprenditore, riassumendo una serie di analisi e strategie che i piccoli e medi imprenditori possono applicare per costruire un marchio di alto livello. Il filo conduttore del mio racconto – e della mia attività in questi anni in azienda – ha come presupposto la difficoltà di fare impresa in Italia oggi, ragione per cui le aziende si dovrebbero posizionare sulla fascia alta di mercato attraverso la costruzione di un marchio nel settore premium-luxury, per poi esportare la maggior parte delle proprie vendite. Soprattutto in questo ultimo decennio, contraddistinto dalla grande recessione del 2009, dalla crisi interna dei consumi nel 2012 e oggi, nel 2019, un altro periodo di recessione è alle porte.

Questo articolo è stato pubblicato sul nuovo numero de Il Bagno Oggi e Domani. Se vuoi leggere la versione integrale clicca QUI