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Gumdesign e La Casa di Pietra celebrano Turandot tra design, materia e mistero

Inaugurata il 3 luglio, l’esposizione presenta otto collezioni de La Casa di Pietra, progetto culturale e imprenditoriale ideato da Gumdesign per riportare marmo e pietra negli spazi domestici attraverso il design. Realizzate appositamente per il centenario di Turandot, le collezioni sviluppano il tema della maschera e riflettono sul rapporto tra identità, mistero, materia e forma.

In occasione del centenario di Turandot, il capolavoro di Giacomo Puccini diventa fonte d’ispirazione per un progetto che mette in dialogo musica, design e materia. È “Turandot. Il mondo è pieno di pazzi innamorati”, la mostra concepita da Gumdesign e allestita nel foyer del Teatro Puccini di Torre del Lago, in provincia di Lucca, dove resterà visitabile fino al 20 settembre 2026, per tutta la durata del Festival Puccini.

Inaugurata il 3 luglio, l’esposizione presenta otto collezioni de La Casa di Pietra, progetto culturale e imprenditoriale ideato da Gumdesign per riportare marmo e pietra negli spazi domestici attraverso il design. Realizzate appositamente per il centenario di Turandot, le collezioni sviluppano il tema della maschera e riflettono sul rapporto tra identità, mistero, materia e forma.

Marmo, legno, sughero, rattan, cartone, cuoio e scagliola convivono senza perdere la propria individualità. I materiali non vengono semplicemente accostati, ma entrano in relazione dando vita a un sistema unitario nel quale ogni elemento conserva la propria natura. Disegnate da Laura Fiaschi e Gabriele Pardi, fondatori di Gumdesign, le otto collezioni esplorano così differenti declinazioni del rapporto tra funzione e simbolo, presenza e sottrazione, permanenza e trasformazione.

La maschera, elemento ricorrente nelle opere, diventa una sorta di soglia: non serve a nascondere, ma permette l’incontro e rappresenta il volto che scegliamo di mostrare agli altri. Un concetto che richiama direttamente l’universo di Turandot, sospeso tra desiderio e conoscenza, mistero e rivelazione.

Particolarmente significativo è il dialogo tra la pietra siciliana e materiali come cuoio, rattan, olivo intrecciato, legno, scagliola, sughero e cartone. Le collaborazioni con diverse realtà manifatturiere d’eccellenza – tra cui Cusenza Marmi, Stefano Parrini, Intrecci Toscani, Hebanon 1830, Bianco Bianchi, Greencorks, Angelo Lussiana e Nicola Tessari – dimostrano come la tradizione artigianale possa diventare uno strumento di sperimentazione contemporanea, trasformando competenze e gesti consolidati in nuove possibilità progettuali.

Il percorso espositivo comprende anche un’installazione esterna in marmo realizzata da Savema S.p.A. Si tratta di Strata, una famiglia di tavoli ottenuta da un unico blocco di marmo attraverso una sequenza di tagli controllati, senza scarto di materiale. La forma nasce quindi per derivazione: il blocco originario si apre progressivamente e i singoli elementi mantengono la memoria della propria origine.

All’interno della mostra, la materia assume così un ruolo narrativo. Non è soltanto il supporto attraverso cui prende forma il progetto, ma diventa protagonista di un racconto che intreccia memoria, territorio e contemporaneità. In particolare, il marmo stabilisce un legame tra il tempo geologico e quello culturale, tra la storia della materia e la capacità del design di trasformarla in nuove espressioni.

È proprio nell’enigma, elemento centrale dell’opera pucciniana, che Gumdesign individua il principio generatore del progetto: non una domanda destinata necessariamente a trovare una risposta, ma una condizione capace di alimentare nuove interpretazioni. Come nella Turandot, anche qui il significato emerge gradualmente, attraverso la scoperta e il confronto con una complessità che non si lascia racchiudere in un’unica lettura.

TURANDOT / La Casa di Pietra per il Centenario dell’Opera

Gran Teatro Giacomo Puccini – Via delle Torbiere, Torre del Lago Puccini (Lu), Tel 0584 350567