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Ceramica Flaminia: innovazione industriale, sostenibilità e cultura del progetto per il bagno contemporaneo

Flaminia avvia la seconda fase del percorso di trasformazione industriale 4.0: tecnologie avanzate, economia circolare e investimenti fino al 2027

Innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e cultura del progetto rappresentano oggi i tre pilastri della strategia di sviluppo di Ceramica Flaminia. L’azienda di Civita Castellana prosegue infatti un percorso di trasformazione che coinvolge non solo i processi produttivi, ma anche la qualità dell’ambiente di lavoro, l’efficienza energetica e la ricerca progettuale, confermando il proprio ruolo tra i protagonisti del design italiano per l’ambiente bagno. Negli ultimi anni l’azienda ha avviato un importante programma di investimenti orientato ai principi dell’Industria 4.0, introducendo impianti ad alto contenuto tecnologico caratterizzati da automazione, interconnessione e controllo digitale dei processi. L’obiettivo non è soltanto incrementare l’efficienza produttiva, ma migliorare la qualità del prodotto, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni e valorizzare il capitale umano.

“Negli ultimi anni sono entrati in funzione impianti ad alto contenuto tecnologico caratterizzati da elevati livelli di automazione, interconnessione e controllo dei processi”, spiega il presidente Augusto Ciarrocchi. “Il massiccio utilizzo di robot ha avuto il duplice scopo di gestire le operazioni più gravose per il personale e di migliorare l’ambiente di lavoro, eliminando l’esposizione degli addetti agli agenti nocivi”.

Il piano di investimenti ha portato all’introduzione di nuove macchine automatiche per il colaggio ad alta pressione, al potenziamento dei sistemi di movimentazione dei carichi, all’ampliamento degli impianti di recupero energetico e all’implementazione di tecnologie per il trattamento e il riciclo delle acque di lavorazione. Il primo programma si è concluso nel 2023, ma l’azienda ha già avviato una seconda fase che terminerà all’inizio del 2027.

Particolare attenzione è dedicata alla gestione delle risorse. Entro la fine dell’anno Flaminia prevede di riciclare l’85% dell’acqua utilizzata nei processi produttivi, mentre la produzione segue i principi dell’economia circolare attraverso il recupero delle acque di lavorazione, il riutilizzo degli scarti produttivi, il riciclo degli stampi in gesso esausti e il recupero del calore generato dai forni. A contribuire alla riduzione dei consumi energetici concorrono inoltre impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 800 kW.

La sostenibilità si estende anche alla progettazione degli edifici industriali, realizzati secondo criteri di architettura sostenibile, in una visione che interpreta l’innovazione come leva di competitività e crescita responsabile.

Attenzione al Made in Italy e al design

Fondata nel 1955, Ceramica Flaminia continua a mantenere l’intera filiera produttiva a Civita Castellana, nel cuore del principale distretto italiano della ceramica sanitaria. Una scelta che testimonia la volontà di preservare il patrimonio di competenze maturato in oltre settant’anni di attività e di valorizzare il Made in Italy attraverso una produzione completamente sviluppata sul territorio.

Il legame con il design rappresenta un altro elemento distintivo dell’identità aziendale. Un momento decisivo nel percorso evolutivo del marchio è stato l’arrivo di Giulio Cappellini alla direzione artistica, nel 2004. Sotto la sua guida il bagno ha progressivamente assunto un nuovo ruolo progettuale, trasformandosi da semplice ambiente di servizio a spazio integrato nell’architettura della casa.

Negli anni Flaminia ha collaborato con alcuni dei più importanti protagonisti del design internazionale, tra cui Jasper Morrison, Alessandro Mendini, Patrick Norguet, Nendo, Rodolfo Dordoni, Paola Navone, Elena Salmistraro e Giulio Iacchetti. Collaborazioni che hanno contribuito alla nascita di collezioni capaci di anticipare tendenze e di consolidare il ruolo dell’azienda come punto di riferimento nel panorama della ceramica sanitaria.

Hasu, la nuova collezione di Giulio Iacchetti

HASU web

Proprio dalla collaborazione con Giulio Iacchetti nasce Hasu, la nuova collezione di lavabi che segna l’inizio del rapporto tra il designer, recentemente insignito del suo terzo Compasso d’Oro, e l’azienda laziale.

Il nome Hasu, che in giapponese significa “fiore di loto”, richiama i concetti di purezza ed equilibrio. La collezione propone lavabi dalle forme morbide e leggere, caratterizzati da una base d’appoggio ridotta che genera un volume slanciato, quasi un bocciolo che si apre verso l’utilizzatore. Nella versione freestanding la colonna rastremata enfatizza ulteriormente questa verticalità, trasformando il lavabo in un vero elemento architettonico.

Disponibile nelle versioni rotonda, in due dimensioni, e ovale, Hasu introduce anche nuove possibilità di personalizzazione. Nella configurazione su colonna è infatti possibile abbinare colori differenti tra bacino e supporto, ampliando le possibilità compositive del progetto.

Il colore continua infatti a rappresentare uno dei tratti distintivi di Ceramica Flaminia, che da anni lo interpreta come uno strumento progettuale capace di definire atmosfere e percezioni dello spazio. A conferma di questo approccio, la palette cromatica si arricchisce di tre nuove finiture lucide ispirate alla natura — Miele, Castagno e Tundra — che ampliano ulteriormente il linguaggio espressivo della ceramica.

Con Hasu e con il percorso di innovazione industriale avviato negli ultimi anni, Ceramica Flaminia conferma una strategia che mette in relazione tecnologia, ricerca progettuale e tradizione manifatturiera, con l’obiettivo di sviluppare prodotti sempre più sostenibili, funzionali e capaci di interpretare l’evoluzione dell’ambiente bagno contemporaneo.