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L’architettura dell’acqua: le soluzioni Damast #doccetteria tra rigore tecnico e suggestione spirituale

Dalla colonna Adamo ai riflessi di Afrodite: quando il design minimale definisce la nuova frontiera del benessere

Damast presenta il progetto “L’architettura dell’acqua”, un’ambientazione firmata dall’architetto Marco Pisati. Il cuore tecnologico di questa nuova ambientazione è rappresentato da una selezione di prodotti che elevano l’acciaio inossidabile a elemento d’arredo funzionale. Spicca per maestosità Adamo, la colonna doccia freestanding di Damast (Ø 89 x 2229 mm) realizzata in acciaio AISI 316L spazzolato, materiale d’eccellenza per resistenza alla corrosione e durabilità. Pensata per contesti wellness raffinati, Adamo offre un’esperienza avvolgente grazie a un ampio getto a pioggia generato da 4 file di ugelli in silicone. Ad essa si affiancano il soffione a soffitto Penelope, un “occhio lucente” da 75 fori che garantisce una pioggia teatrale e zenitale, e la bocca a parete Afrodite, la cui lastra specchiata si curva per generare una cascata d’acqua fluida e scenografica. Completa la proposta il kit doccia con la doccia a mano Planet, dotato di doccia a mano e flessibili anti-torsione.

L’ecosistema Damast: efficienza e armonia nel dettaglio

Queste soluzioni non sono elementi isolati, ma parte di un ecosistema integrato che definisce la filosofia della #doccetteria. Damast interpreta il design contemporaneo attraverso la cura del dettaglio tecnico: ne sono un esempio i kit doccia con miscelatore a tre vie e la doccia a mano Planet, scelti per la loro pulizia formale e la praticità d’uso. La continuità estetica è garantita dall’uso di componenti coordinati, come i flessibili anti-torsione, progettati per resistere alle sollecitazioni quotidiane mantenendo inalterata l’armonia visiva dell’ambiente. Dalla facilità di manutenzione degli ugelli in silicone easy-clean alla solidità dei materiali performanti, ogni componente è selezionato per assicurare che il flusso dell’acqua rimanga il vero protagonista di un’esperienza capace di durare nel tempo.

Il Mood: un percorso “sacro” tra bianco e nero

L’ambientazione, firmata dall’architetto Marco Pisati per Damast, traduce questa eccellenza tecnica in un linguaggio simbolico e spirituale. Il mood dell’immagine è costruito sul contrasto cromatico tra un atrio nero, “terreno”, dove il corpo viene lavato da getti a cascata, e uno spazio bianco sopraelevato, “sacro” e candido, dedicato alla rigenerazione dell’anima. In questo “luogo dell’acqua” ideale, la luce gioca un ruolo fondamentale: diffusa ed eterea attraverso la grande vetrata quadrettata nella zona bianca, violenta e zenitale nella zona nera. Il design di Pisati trasforma così il bagno in un tempio moderno, dove la purificazione del corpo diventa, come nelle antiche religioni, un gesto di purificazione interiore.