Oltre 140 studi di architettura e professionisti coinvolti, installazioni diffuse, mostre, talk e progetti speciali hanno costruito un’edizione capace di mettere in relazione cultura del progetto, imprese, giovani designer e territorio, creando un mix sapiente tra ricerca creativa e sistema produttivo che rappresenta oggi uno degli elementi distintivi della manifestazione.
Dal 3 al 7 giugno 2026 il centro storico di Genova ha ospitato la settima edizione della Genova Design Week, la manifestazione promossa dal DiDe – Distretto del Design di Genova che da sette anni trasforma vicoli, piazze e palazzi storici della Superba in un palcoscenico per il design contemporaneo. Il tema scelto per questa edizione è stato “Equilibrio“: la capacità di armonizzare forma e funzione, tradizione e innovazione, uomo, ambiente e tecnologia.
Oltre 140 studi di architettura e professionisti coinvolti, installazioni diffuse, mostre, talk e progetti speciali hanno costruito un’edizione capace di mettere in relazione cultura del progetto, imprese, giovani designer e territorio, creando un mix sapiente tra ricerca creativa e sistema produttivo che rappresenta oggi uno degli elementi distintivi della manifestazione.
Ancora una volta i protagonisti sono stati i designer, gli espositori e i visitatori, tutti a ricercare nuove forme e idee che dimostrassero essenzialità, funzionalità ed eco-sostenibilità.
Eventi, talk e conferenze
Conferme anche per Container 03., il progetto dedicato al microliving che per l’edizione 2026 ha trovato una nuova collocazione scenografica a Calata Mandraccio, al Porto Antico di Genova. Dieci container trasformati in ambienti di interior design hanno dato vita a una riflessione progettuale sull’abitare minimo contemporaneo, attirando migliaia di visitatori durante tutta la settimana.
«La Genova Design Week è diventata una manifestazione sempre più inclusiva, dinamica e riconoscibile» dichiara Elisabetta Rossetti. Presidente del DiDe Distretto del Design di Genova. «Non è soltanto un evento dedicato al design, ma un progetto culturale che negli anni ha contribuito concretamente alla rigenerazione urbana del centro storico, favorendo l’apertura di nuove attività creative e commerciali e rendendo il Distretto un luogo più vissuto, sicuro e vitale. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di squadra di professionisti, aziende, istituzioni e volontari che ogni anno costruiscono insieme questa manifestazione».
Sold out anche per i tre appuntamenti del Festival Design Talk, che hanno riportato a Genova alcuni tra i nomi più autorevoli dell’architettura e della cultura del progetto contemporaneo.
Tra gli incontri più seguiti, il talk dedicato alla città come motore culturale dei processi urbani con gli architetti Sandy Attia e Matteo Scagnol, insieme a Paolo Verri, Mattia Palazzi e Francesca Coppola.
Grande partecipazione anche per “Surf and Turf”, con Leonardo Cavalli e Francesca Pintus, mentre a chiudere il programma è stata la conferenza dell’architetta Odile Decq, realizzata in collaborazione con Cersaie nel Salone delle Grida del Palazzo ex Borsa Valori.
Tra le novità più apprezzate dell’edizione 2026 anche F/A FakeAuthentic, il progetto internazionale dedicato ad architettura, design e arte contemporanea ospitato nel complesso di Santa Maria di Castello, e la mostra Architetture d’Interni in Liguria, che ha coinvolto 50 studi di architettura raccontando il territorio ligure attraverso il progetto d’interni contemporaneo.
Infine, PuntaSanLorenzo, un frammento di litorale ligure – popolato da ombrelloni, teli mare e oggetti balneari – che è stato simbolicamente trasportato nel cuore del centro storico, trasformando uno spazio solenne e di passaggio in un luogo da vivere.
I visitatori hanno interagito attivando l’opera attraverso il proprio corpo. La piazza si è trasformata in una “spiaggia urbana” viva, attiva e performativa, generando una coreografia collettiva spontanea e ridefinendo temporaneamente il rapporto tra spazio pubblico, uso e immaginario.
La Genova Design Week tornerà a maggio 2027 con un nuovo tema e nuove installazioni, confermando Genova come una delle piattaforme culturali emergenti più interessanti per il design e l’architettura contemporanea in Italia.
Designer Under 35: i vincitori

Confermata anche l’attenzione verso le nuove generazioni grazie alla call Designer Under 35, curata dall’architetto Laura Palazzini.
I premi “miglior designer under 35” sono stati assegnati a tre creazioni, salite dunque sul podio della GDW 2026. Tra queste trionfa all’unanimità “ROB” di Paolo de Castiglioni, innovativo schiaccianoci in acciaio composto da due semisfere che reinterpreta il rito domestico in modo semplice e orientato alla condivisione, che contemporaneamente si aggiudica anche il premio sponsor Genoa Lamp 1954. Premiato anche “Plate-Scapes” di Litian Studio e Martina Geroni, oggetti in ceramica per la casa con disegni e riconoscibili per funzionalità, forme e proporzioni. Il terzo premio va a Martina Gobbi, Anna Maria Bobini e Elisa Daminato che ha convinto la giuria con “Regula”, lampada che parte dal bisogno di sopperire alla mancanza di sonno e che con un tempo prestabilito cala l’illuminazione fino a spegnersi.
Le Menzioni speciali sono state attribuite a:
Tete ya mama – Viola Cucchi, Anna Maria Cabini, Marco Poggianti, Anna Ingaramo, Greta Tassi 3+2 Stool – Michele Bussini
Rigel – 23 – Alberto Smaldone
rinCASAre_TOA – Marta Rebora
NOOK – Mara Bragagnolo
Esito – Alice Guerrini, Sofia Raimondi, Alessia Brighetti
Sistema Binario – Riccardo Amarri, Sofia Luce Contini
Palco – Enrico Turone
Stadera – Lorenzo Damiano Maccarone, Raquel Garcia Domingo
Corpo Liscio – Schirò Cutillo
Baur – Guida Patricia
Janus – Jovania Coccia
Il punto di vista di Cambielli Atelier. Intervista a Daniele Ramos
Tra le voci dell’imprenditoria genovese che guardano alla Design Week come a un volano per il territorio c’è quella di Daniele Ramos, Responsabile Macro Area Dorsale Tirrena di Cambielli, incontrato durante la GDW 2026 insieme a Mara Margutti, Coordinatrice Progetto Genova Atelier. Cambielli Atelier, racconta Daniele Ramos, aperto a Genova poco più di un anno fa, è nato dall’incontro di due percorsi paralleli: da un lato il lavoro sul fronte dell’hotellerie, dall’altro l’opportunità offerta proprio dalla Genova Design Week di aprire uno spazio fisico in città. “Due progetti che si sono uniti inizialmente anche in maniera non prevista, perché partiti in momenti diversi, ma la cui unione da subito ha manifestato grande potenziale e opportunità”, spiega, sottolineando come gli architetti che lavorano negli alberghi siano spesso gli stessi che frequentano l’atelier.
La strategia dello spazio, fin dall’apertura, è stata quella di non restare in attesa, ma di cercare e costruire relazioni: incontri singoli con i professionisti, ascolto attivo dei feedback, attenzione ai suggerimenti di personalità di spicco del settore design, e un metodo basato su disponibilità, cortesia e comunicazione personalizzata, con inviti one to one al posto di newsletter generiche. Un lavoro di “semina” che, secondo Ramos, sta già producendo passaparola tra architetti e studi professionali.
Anche il rapporto con i fornitori segue la stessa logica: non vetrine di prodotto, ma soluzioni costruite intorno al progetto e all’idea dell’architetto o del cliente finale, in una logica di progetto Made to Measure in cui il marchio è garanzia di qualità del prodotto ma resta sullo sfondo. Per Daniele Ramos, eventi come la Genova Design Week diventano così l’occasione ogni volta per fare rete e partecipare a rafforzare la filiera sul territorio, rafforzando un ecosistema di relazioni tra showroom, professionisti e città.
L’esperienza di Cambielli Atelier conferma una tendenza più ampia che la Genova Design Week sembra aver innescato in città: showroom e spazi del design non più come semplici punti vendita, ma come luoghi di relazione, ascolto e costruzione di filiera tra aziende, architetti e territorio.


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