Le nuove evoluzioni del Sistema Parete Domino di Vismaravetro presentate al Salone del Bagno 2026 ampliano la grammatica del sistema, rafforzandone la capacità di dialogo con l’architettura contemporanea.
All’apertura tradizionale verso l’esterno si affianca ora la possibilità di apertura verso l’interno, introducendo una nuova flessibilità d’uso all’interno del sistema Domino di Vismaravetro. Non si tratta di una semplice variante funzionale, ma di un’estensione delle possibilità compositive del progetto. Il gesto si concentra e si misura, adattandosi con maggiore precisione alle condizioni spaziali e alle esigenze dell’architettura contemporanea.
L’apertura verso l’interno consente una gestione più controllata dello spazio, in particolare nei contesti contract e hospitality, dove l’ottimizzazione dei volumi e la fluidità dei percorsi diventano elementi centrali. Il sistema mantiene invariati i propri principi di rigore formale e tenuta d’acqua, integrando la nuova modalità senza alterare l’identità complessiva.
Con questa evoluzione, Domino rafforza la propria capacità di adattarsi a scenari progettuali differenti, ampliando il dialogo tra funzione e architettura.
Comporre la trasparenza: nuove divisioni per Domino
L’ospitalità contemporanea richiede spazi capaci di accogliere senza imporsi, in cui funzione e identità convivono con naturalezza. In questo contesto, la separazione tra area doccia e ambiente bagno diventa un elemento progettuale capace di organizzare e mettere in relazione lo spazio.
Domino interpreta questa condizione con equilibrio e rigore, evolvendo oggi attraverso un nuovo approccio alla superficie vetrata. Le nuove divisioni introducono una grammatica compositiva più articolata. Profili sottili attraversano il vetro con precisione, generando un ritmo che struttura senza interrompere. La parete si trasforma da superficie continua a sistema misurato di campiture e proporzioni.
La composizione nasce dalla misura: variazioni ritmiche orizzontali e verticali e contrasti materici ottenuti attraverso vetri differenti si integrano in un disegno coerente. Il segno resta discreto, leggero, capace di dialogare con l’architettura senza sovraccaricarla.
Con questa evoluzione, Domino amplia le proprie possibilità espressive, mantenendo continuità visiva ed equilibrio formale.

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