Il film-documentario “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, ripercorre il cammino personale e imprenditoriale del Presidente di Scavolini, intrecciando memoria familiare, lavoro, territorio e visione industriale.
È stato presentato in anteprima nazionale al Cinema Adriano di Roma, “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, il nuovo docufilm diretto da Mattia Zanca, prodotto da 7Verticale, sceneggiatura di Luca Masia e Mattia Zanca. Grande successo di pubblico e partecipazione per la serata, condotta da Antonio James Mascoli, content creator e divulgatore specializzato in cinema, che ha visto la presenza di Valter Scavolini, del regista, della produzione e di numerosi ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa e dello spettacolo, tra cui Andrea Biancani, sindaco di Pesaro, Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission e Lorella Cuccarini.

Un viaggio intenso e profondamente umano nella storia di una delle personalità più amate e rappresentative del Made in Italy. Il film-documentario “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, ripercorre il cammino personale e imprenditoriale del Presidente di Scavolini, intrecciando memoria familiare, lavoro, territorio e visione industriale.
Oltre il racconto biografico
Il docufilm nasce da un’idea di Mattia Zanca, nipote di Valter Scavolini, e da un gesto generazionale: il desiderio di conoscere davvero la storia del proprio nonno. Dopo la lettura della biografia Valter Scavolini. La vita come grande impresa, scritta da Luca Masia, Mattia avvia un percorso personale e creativo che lo porta a trasformare quella scoperta in cinema.
Dall’intimità della domanda “Nonno, raccontami la tua storia” si sviluppa un racconto che non parla solo di Valter Scavolini, ma anche del rapporto tra memoria e identità, del dialogo tra generazioni e di quella Italia del dopoguerra in cui uomini partiti spesso da realtà agricole e artigianali contribuirono alla costruzione dell’imprenditoria italiana contemporanea.
Il lato più intimo di Valter Scavolini
Per la prima volta Valter Scavolini apre le porte della sua dimensione più privata e familiare, condividendo ricordi, emozioni e momenti mai narrati prima. Un elemento che rende l’opera ancora più autentica, offrendo un profilo inedito dell’uomo oltre l’imprenditore.
Il film racconta non solo la nascita e l’affermazione di un marchio entrato nell’immaginario collettivo italiano, ma soprattutto la figura di chi ha saputo trasformare un’intuizione in un modello d’impresa fondato su valori concreti, relazioni e passione per il lavoro.
Lo sguardo cinematografico di Mattia Zanca
Al centro emerge la sensibilità contemporanea di Mattia Zanca che, con uno stile essenziale, elegante e privo di retorica, costruisce una narrazione intima e cinematografica, capace di restituire tutta la forza emotiva della storia.
Fondamentale anche il ruolo produttivo di 7Verticale, che ha creduto nell’originalità del progetto e nella visione del giovane autore, sostenendolo nella realizzazione di un’opera autonoma e credibile, lontana dalle logiche celebrative o corporate.
La fotografia curata da Marco Ferri, accompagna lo spettatore tra memoria privata e storia collettiva, mentre le musiche originali di Paolo Lucchesini amplificano l’aspetto emozionale del racconto.
Un archivio che diventa racconto
Prima ancora della scrittura cinematografica, il progetto prende forma attraverso un lungo lavoro di ricerca archivistica: fotografie, pellicole, documenti e video d’epoca provenienti da archivi aziendali e raccolte private sono diventati parte integrante della struttura narrativa del film, restituendo il ritratto di un imprenditore visionario che ha attraversato decenni di storia economica e culturale del Paese, contribuendo a definirne l’identità industriale. Un uomo capace di coniugare impresa e attenzione alle persone, innovazione e radici, successo e umiltà.
Dalle radici alla nascita di un’icona italiana
L’esposizione ripercorre gli anni della giovinezza di Valter: tra lavoro nei campi, dedizione e spirito di sacrificio affiorano già i tratti distintivi della visione che avrebbe guidato la crescita di Scavolini. Tra le scelte decisive spicca l’intuizione di affidare nel 1984 a Raffaella Carrà il ruolo di testimonial: una svolta che trasformò il marchio in un’icona dello stile italiano e nella celebre “cucina più amata dagli italiani”. Dal 1987 al 2004 il volto di Scavolini diventa quello della giovane e brillante Lorella Cuccarini, chiamata a interpretare una nuova fase dell’identità del brand.
Nel docufilm trovano spazio anche le collaborazioni pubblicitarie che hanno accompagnato l’evoluzione del marchio, da Carlo Cracco all’attuale testimonial Laura Pausini, oltre alle immagini della serata celebrativa per i 50 anni dell’azienda, condotta da Francesco Facchinetti.
Viene inoltre messo in evidenza il legame profondo con il territorio e con il mondo dello sport, nato dal desiderio di restituire alla comunità quanto costruito negli anni. Prima la pallacanestro maschile, poi la pallavolo femminile: la sponsorizzazione sportiva diventa così non soltanto uno strumento di comunicazione, ma un gesto di appartenenza e riconoscenza verso le proprie radici.
Le testimonianze e la dimensione simbolica
Accanto ai racconti di Valter Scavolini, il docufilm porta sullo schermo testimonianze e volti d’eccezione come Lorella Cuccarini, testimonial del marchio per 17 anni, Renzo Rosso, fondatore di Diesel e Sergio Scariolo, cresciuto nella realtà Scavolini Basket prima della carriera internazionale.
Durante lo sviluppo del progetto emerge inoltre la volontà di introdurre una dimensione narrativa più emotiva e simbolica. Da qui la presenza del giovane Francesco Badei, undicenne pesarese alla sua prima esperienza cinematografica, la cui figura è sospesa tra memoria e contemporaneità: può essere Valter da giovane, il nipote che immagina il nonno o, più universalmente, una nuova generazione che cerca di comprendere quella precedente.
“Valter Scavolini – La vita come grande impresa” sarà presentato il 13 giugno 2026 alle ore 18:00 al Teatro Cinema Sperimentale, nell’ambito della 62° edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival e successivamente sarà oggetto di una programmazione selezionata nelle sale cinematografiche delle principali città italiane.
Il docufilm è stato realizzato con il sostegno di BCC Banca di Pesaro e con il patrocinio di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission e Comune di Pesaro.
“Mio nonno è per me un esempio di visione, determinazione e umanità: un uomo capace di costruire un’impresa senza mai perdere il legame con le persone e con i propri valori. Durante le riprese ho cercato di restituire, con sincerità e sensibilità, il ritratto dell’uomo oltre l’imprenditore, realizzando un omaggio nato da grande stima e affetto. È stato un viaggio intenso anche sul piano personale, reso possibile grazie al sostegno della mia famiglia e dei miei zii, che hanno creduto fin dall’inizio in questo progetto, accompagnandomi in ogni fase del percorso. Senza il loro supporto, questo film non avrebbe avuto la stessa forza e lo stesso significato.” commenta Mattia Zanca
Abbiamo voluto realizzare un’opera che non fosse semplicemente il racconto di un grande imprenditore, ma la storia di un uomo capace di trasformare valori come famiglia, lavoro, territorio e visione in un’eredità collettiva. Valter Scavolini – La vita come grande impresa è un progetto che mette insieme memoria, cultura industriale e linguaggio cinematografico, restituendo al pubblico una storia profondamente italiana ma dal respiro universale.” dichiarano i produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta.
“Vedere la mia storia raccontata da mio nipote è qualcosa che mi emoziona profondamente. Quando Mattia mi ha parlato di questo progetto ho capito subito che non sarebbe stato soltanto un film sulla mia vita e sul mio percorso imprenditoriale, ma un racconto di famiglia, di valori e di memoria. Mi ha colpito la sensibilità con cui ha raccontato ciò che ho vissuto. Nella mia vita ho sempre creduto che, con passione, impegno e determinazione, anche i sogni più grandi possano diventare realtà. Sapere che questo messaggio possa arrivare alle nuove generazioni, attraverso lo sguardo di mio nipote, è per me il regalo più bello.” commenta Valter Scavolini

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