Firmato dallo studio romano guidato da Enrico M. Turella e Chiara Celidoni, lo spazio nasce dalla visione condivisa con l'imprenditore Rodion Cernei e ridefinisce il rapporto tra prodotto, materia e visitatore.
Ha aperto a Roma, lo scorso 28 maggio, Essenziale, il nuovo concept space firmato dallo studio di architettura luoghiCOMUNI e nato dalla visione condivisa con l’imprenditore Rodion Cernei. Situato nel cuore della Capitale, il progetto si propone come un’esperienza immersiva più che come un tradizionale spazio espositivo, fondata su un’estetica della sottrazione: “Sottrarre per rivelare” è la filosofia dichiarata che guida ogni scelta progettuale.
“Arrivi qui e cominci un’esperienza: non è uno showroom, questo è uno spazio di progetto”, spiega Enrico Turella, che insieme a Chiara Celidoni guida lo studio luoghiCOMUNI, fondato a Roma nel 2008. “È un luogo dove si può fare convivialità, accoglienza, progetto”, prosegue l’architetto, sottolineando come l’obiettivo non sia vendere ma “entrare in relazione” con chi visita lo spazio, dedicandogli tempo: una forma di lusso, oggi, ancora più rara del denaro.

Un progetto costruito attorno al cerchio
Tutto il progetto ruota attorno a una singola matrice geometrica. “Non sono uno che usa spesso le curve — racconta Turella — ma in generale questo progetto si basa su un cerchio, ripetuto in porzioni o per intero”. La prima curva, quella d’ingresso, nasce da un’esigenza precisa: “Mi serviva un invito, ma soprattutto dovevo ricavare spazio: quel segno ci ha permesso di recuperare tutto l’ambiente e di creare delle quinte prospettiche”.
Al termine del percorso, la vasca monolitica centrale diventa il fulcro simbolico dello spazio: “Come abbiamo definito, è un altare laico — spiega Turella — quasi come se il primo contatto con l’acqua fosse qualcosa che ti deve depurare e connettere con il luogo, un po’ come in una dimensione giapponese”.
La materia come protagonista
L’intero ambiente è avvolto dall’argilla naturale di Matteo Brioni, che trasforma le superfici in un organismo che sembra emergere dal suolo. Sul fronte tecnico, quasi tutto è stato realizzato a mano: “Il cartongesso è solo del soffitto, il resto è tutta muratura — precisa Turella — il tavolo e i mensoloni sono in laterizio, e l’idea era proprio che questa lavorazione artigianale fosse percepibile”.
Tra gli elementi che compongono il percorso, i grandi infissi Erco incorniciano la memoria di un vuoto naturale, mentre il rubinetto Palazzani scende sospeso sul lavabo Alice Ceramica, sancendo il patto tra architettura e design, tra il mondo minerale e l’elemento liquido. I sistemi scorrevoli Eclisse scompaiono alla vista permettendo alla materia di scorrere fluida, mentre le superfici Atlas Concorde restituiscono la profondità visiva e tattile che rende credibile il “paesaggio visionario” immaginato dai progettisti.
Oltre il concetto di showroom
Per Turella, ESSENZIALE nasce anche come risposta ai limiti degli showroom tradizionali, dove “a malapena riesci a mettere a fuoco, perché ci sono centinaia di prodotti che non bastano mai”. Da qui la scelta di invertire la logica dell’esposizione: “Creiamo un’esigenza nella persona, il desiderio di chiedersi: cos’altro hanno da dirmi?”, spiega l’architetto, lasciando che siano le sensazioni — prima ancora dei cataloghi — a guidare la visita. Un approccio pensato per un pubblico che desidera essere accompagnato in un percorso personalizzato: da un cassetto vuoto alla composizione progressiva di una vera e propria mood board, campione dopo campione.

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