Attualità

ADI è parte di Museimpresa

L’Associazione per il Disegno industriale entra nella rete di archivi e musei di imprese italiane per la promozione della cultura dell’industria e del progetto

Dal 2 ottobre 2020 ADI, l’Associazione per il Disegno industriale, è parte di Museimpresa, l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa fondata da Assolombarda e Confindustria che dal 2001 riunisce musei e archivi di imprese italiane.

L’ingresso di ADI in Museimpresa è collegato con la prossima apertura dell’ADI Design Museum – Compasso d’Oro, il museo milanese che aprirà al pubblico la Collezione storica del massimo premio del design italiano. 

ADI ha raccolto, in oltre sessant’anni di attività, i prodotti vincitori, insieme con documenti e testimonianze di oltre mezzo secolo del miglior design Made in Italy.

“L’apertura al pubblico del nuovo museo è solo uno degli aspetti dell’operazione”, sottolinea Luciano Galimberti, presidente ADI. “Il museo funziona al meglio se integrato in una rete di istituzioni che abbiano in comune obiettivi e cultura. Per questo abbiamo voluto associarci a Museimpresa, il cui profilo coincide perfettamente con il taglio che intendiamo dare al nuovo museo: un luogo dove cultura del progetto e cultura dell’industria trovano un naturale punto di incontro, come nel DNA del design italiano.”

Museimpresa, fondata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e oggi presieduta da Antonio Calabrò, è dedicata a promuovere la politica culturale dell’impresa attraverso la valorizzazione dei musei delle aziende.

In un anno difficile come quello che stiamo vivendo e che sta mettendo a dura prova il sistema economico, imprenditoriale, ma anche sociale e culturale del nostro Paese, accogliamo ancora più calorosamente Cantine Ferrari, Fondazione Leonardo e ADI”  afferma  Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa.  “Queste tre realtà – come del resto tutti i nostri associati – arricchiscono significativamente la rete di imprese italiane che sono diverse e originali, non solo in termini di dimensione economica, ma soprattutto in termini di storia, tradizione e di legame indissolubile con i territori nei quali sono radicate. Mai come in questo momento rafforzare e custodire la memoria collettiva e tutelare e valorizzare il patrimonio culturale del nostro Paese può essere la chiave della ripresa a 360° gradi che tutti auspichiamo.”