BAGNO ARCHITETTURA #354 | L’energia del contrasto: il progetto di Alfredo Galdi

Dalla cultura taoista orientale alla cultura del benessere occidantale: l'operazione che sviluppa l'architetto Alfredo Galdi in questo suggestivo e complesso progetto rappresenta una sorta di "traduzione critica" da una lingua all'altra, per imparare a leggere i codici di una filosofia millenaria attraverso le attuali pratiche del bio-hacking

Il progetto di Alfredo Galdi interpreta il duplice principio Yin–Yang come matrice generativa dell’intera composizione architettonica, trasferendo un concetto filosofico in un sistema architettonico, materico e illuminotecnico. L’impianto planimetrico si struttura su una distinzione chiara, ma non rigida, tra zona energizzante e area contemplativa. La dimensione Yang, associata alla fase del risveglio, accoglie l’area lavabo e specchi, concepita come ambito funzionale ad alta precisione.

Le superfici sono neutre, pulite, prive di elementi decorativi, affinché lo specchio diventi protagonista e restituisca un’immagine nitida, immediata e corretta. La luce in questa configurazione è neutra e uniforme (circa 4000 K), studiata per garantire comfort visivo e adeguata risoluzione cromatica. La zona Yin, dedicata alla fase della decompressione, ospita l’area relax attrezzata con una spa domestica, dotata di sauna, doccia emozionale, hammam e di una vasca circolare.

Quest’ultima condivide con il camino sospeso il doppio fulcro visivo dell’intera composizione. In questa zona il progetto introduce una maggiore organicità materica: superfici calde, texture naturali e una modulazione luminosa soffusa. La luce si abbassa di intensità (2700K o meno) e vira verso tonalità calde; è prevista l’integrazione di scenari sensoriali come cromoterapia e aromaterapia, rafforzando la dimensione spa dell’ambiente.

Uno spazio fluido per non disperdere energia

Il bagno si configura come uno spazio a duplice vocazione, orientato all’attivazione o al relax secondo le necessità. La transizione tra le aree avviene in modo fluido, attraverso una continuità spaziale che attenua i confini e garantisce una percezione unitaria dell’ambiente. Il segno curvilineo a “S” è la traccia ordinatrice dell’intero spazio, derivata dalla rappresentazione grafica dello Yin–Yang e disegnata con un lay-out speculare tra pavimento e soffitto. Sul pavimento il segno è inciso e sottolineato da un lieve dislivello con strip LED integrata; sul soffitto si ribalta in una veletta luminosa continua. Le superfici orizzontali si configurano come positivo e negativo di uno stesso impianto formale, generando un dialogo tra luce e materia.

Il pavimento dell’area preparazione è in pietra naturale, mentre il gradino curvilineo è rivestito in teak; sul soffitto la distribuzione si inverte, alternando finitura lignea e intonaco. La palette cromatica abbandona la semplificazione bianco/nero, propria del simbolo Taijitu, e si orienta verso tonalità naturali e desaturate: gialli terrosi, sabbia, tortora e bianchi caldi, integrate da accenti scuri calibrati come superfici lapidee nere con venature dorate.

Arredare mixando armonia e tecnologia

Gli arredi, realizzati secondo un approccio modulare e sartoriale, comprendono un mobile sospeso con tagli netti su cui sono appoggiati due lavabi con specchi dedicati, tisaneria integrata, armadiatura a muro e specchio a tutta altezza. In prossimità della tisaneria sono collocate due poltrone con caratteristiche outdoor, per garantire resistenza all’umidità. L’area assume così una funzione di sosta e conversazione, ampliando il programma tradizionale del bagno. La parete vegetale in verde naturale, alle spalle del grande divano e dotata di sistema di irrigazione automatizzato, introduce un elemento biophilic che contribuisce alla qualità microclimatica e al benessere percettivo.

La domotica supporta il progetto attraverso la programmazione e la gestione integrata di scenari personalizzati, consentendo di configurare l’ambiente in funzione delle specifiche esigenze d’uso e dei diversi momenti della giornata. Un aspetto fondamentale del progetto è la sua scalabilità: il concept non è vincolato a metrature ampie, ma si basa su principi replicabili anche in superfici più contenute. L’efficacia dell’intervento non dipende dalla dimensione dello spazio, ma dalla sua distribuzione in relazione con luce e materiali. In ambienti ridotti, la distinzione tra Yin e Yang può essere affidata a variazioni puntuali di luce, finiture e trattamento delle superfici. La trasformazione atmosferica può essere garantita da scenari luminosi programmabili che differenziano area lavabo e zona doccia senza richiedere articolazioni spaziali complesse.

L’ENERGIA DEL CONTRASTO è stato realizzato grazie a Altamarea con le collezioni MUST e MODO PROJECT

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