Il 17 ottobre all'Innovation Center di Firenze anche l'anteprima della pubblicazione sul lavoro per i dodici Musei Civici di Bologna, il primo sistema museale civico italiano aff rontato per intero con un unico approccio Design for All
Che cosa significa progettare per la diversità umana? E in quale momento del progetto si decide se l’accessibilità sarà realmente raggiunta? Sono le domande al centro della giornata nazionale di Design for All Italia, in programma sabato 17 ottobre all’Innovation Center di Firenze.
L’appuntamento, dal titolo “Design for All Process: strategie per l’inclusione”, mette a confronto tre scale progettuali diverse: il sistema museale, il prodotto industriale e l’intelligenza artificiale. Il filo conduttore è il processo: l’inclusione, secondo l’approccio Design for All, si costruisce attraverso analisi preliminari, coinvolgimento delle persone e verifiche effettuate quando il progetto è ancora modificabile.
Il tema è quindi quello di un design che non si limita a intervenire sul risultato finale, ma considera l’accessibilità parte integrante del percorso progettuale. Un approccio trasversale che interessa prodotti, ambienti, servizi e organizzazioni e che, per questo, può riguardare anche il mondo delle aziende e dei loro spazi dedicati alla cultura d’impresa.
Tra i protagonisti della giornata ci sarà Francesco Rodighiero, designer, socio dello Studio Rodighiero.Design e presidente dell’Associazione Design for All Italia (è anche l’autore dell’ultimo progetto uscito per Bagno Architettura). “L’accessibilità viene quasi sempre verificata a fine lavori – dichiara – quando le decisioni che la determinano sono già state prese. Quello che portiamo a Firenze è il percorso inverso: dodici musei, un prodotto industriale di larga serie e una tecnologia emergente mostrano che ciò che fa la differenza non è il controllo finale, ma il modo in cui il progetto è stato condotto”.
Uno dei momenti centrali della giornata sarà l’anteprima della pubblicazione dedicata ai Musei Civici di Bologna. Le dodici sedi, diverse per epoca, collocazione e vincoli conservativi, sono state affrontate come un unico sistema, attraverso la formazione del personale, l’analisi dei siti, i tavoli di co-design con le comunità e la definizione di linee guida per l’accessibilità.
Il programma prosegue con il caso BTicino, che porta il metodo Design for All nella dimensione del prodotto industriale. Qui tempi di sviluppo e volumi di produzione rendono definitiva ogni scelta progettuale: cambia quindi la scala dell’intervento, ma non il principio secondo cui le decisioni che determinano l’accessibilità devono essere prese durante il processo e non soltanto verificate a progetto concluso.
La terza dimensione sarà quella dell’intelligenza artificiale, con il dialogo tra l’associazione e Paolo Barberis, fondatore di Dada e Nana Bianca ed ex Consigliere per l’innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il confronto partirà dall’impatto dell’AI sulle condizioni concrete dell’autonomia delle persone, dall’orientamento negli spazi alla comprensione delle informazioni, dalla mediazione linguistica alla relazione con i servizi.
Nel corso del pomeriggio sono previsti anche gli interventi di soci e professionisti del network Design for All Italia e una restituzione sul lavoro che l’associazione sta conducendo per dotarsi di un proprio strumento di certificazione Design for All, in risposta alla crescente domanda di committenti pubblici e privati.
Come partecipare
La sessione pubblica si svolge sabato 17 ottobre, dalle 15 alle 18, all’Innovation Center, Via del Tiratoio 1, Firenze. La partecipazione è libera, ma è necessario registrarsi. La registrazione avviene attraverso Eventbrite e, come specificato nella pagina dell’evento, è utile anche per permettere di organizzare la sala e i servizi di accessibilità. Il workshop della mattina, dalle 10 alle 13, è invece riservato ai soci dell’Associazione Design for All Italia.

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