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La #doccetteria Damast partner della rassegna “Donna Volto del nuovo decennio”

Partner dell’evento è la #doccetteria Damast che da sempre sostiene l’arte contemporanea grazie alla grande passione di Concetta Mastrolia, a.d. dell’azienda piemontese.

Dal 2 al 11 luglio, nella suggestiva cornice di Villa Giulia, dimora della famiglia Branca costruita sulle rive del Lago Maggiore alla metà dell’800, ospiterà la rassegna d’arte e realtà aumentata di Antonio Spanedda “Donna Volto del nuovo decennio”: si tratta di un’installazione composta dai volti di donna realizzati dall’artista e prevede anche un laboratorio aperto che si svolgerà domenica 4 luglio 2021: ogni donna che lo desideri potrà farsi fotografare e portare a casa lo scatto di Luisa Morniroli, lavorato live in pochi minuti con smalti cosmetici da Antonio Spanedda.

Non solo: le istantanee raccolte durante la giornata potranno poi entrare a far parte a tutti gli effetti delle future mostre dell’artista Antonio Spanedda. Infine domenica 11 luglio 2021ci sarà il talk show finale.

Il contesto è quello dell’arte relazionale, che non produce solo oggetti estetici ma unisce artista e soggetto/ritratto in un’opera che esprime la personalità di entrambi diventando una vera e propria performance capace di trasformare in arte il dialogo e la relazione.

Il pubblico potrà vivere un’esperienza originale d’arte contemporanea attraverso molteplici attività. Potrà visitare le rassegne espositive in esterno nel giardino di Villa Giulia ma anche per le vie di alcune località del Lago Maggiore con l’affissione pubblica di manifesti ritoccati a mano dall’artista per quella che è a tutti gli effetti una ulteriore rassegna urbana.

Partner dell’evento è la #doccetteria Damast che da sempre sostiene l’arte contemporanea grazie alla grande passione di Concetta Mastrolia, a.d. dell’azienda piemontese. “Si tratta di un piccolo contributo che per noi ha grande valore” – dichiara Mastrolia – “Proteggere e difendere il valore del lato femminile del mondo è un dovere, perché non c’è luogo in cui l’umanità delle donne non abbia bisogno di essere riscoperta, rivalutata, restituita.”

 

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