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Damast Collezione 026/027: l’arte del silenzio e l’architettura dell’acqua

Il nuovo Catalogo Collezione della #doccetteria evolve in un racconto corale d’autore. Quattro sguardi narrativi, la regia del Centro Stile Damast e la filosofia "Festina Lente" definiscono il nuovo paradigma del benessere quotidiano.

Damast, la prima #doccetteria italiana specializzata in soluzioni per il benessere quotidiano, presenta il nuovo catalogo Collezione 026/027: 210 pagine che raccontano un’evoluzione nel modo di progettare la doccia. Più di un semplice strumento commerciale, il volume segna il passaggio dal racconto del singolo articolo al concetto di sistema doccia completo, inserito in un universo di significati legati all’architettura e alla cultura del progetto.

Una copertina iconica: l’invito al silenzio e l’identità cromatica

Ad accogliere chi sfoglia il volume è un progetto dal respiro editoriale che riflette la piena maturità di Damast. La copertina, caratterizzata da tonalità bordeaux, pesca e cipria, ospita il ritratto di Concetta Mastrolia, AD di Damast, colta nel gesto del silenzio. Questo omaggio all’iconografia di Fornasetti invita a una fruizione lenta dei contenuti, trasformando il catalogo in un manifesto di benessere emozionale guidato dall’ossimoro latino “Festina Lente” (Affrettati lentamente).

Il segno del Centro Stile Damast: la regia creativa

A guidare e armonizzare questo percorso è il Centro Stile Damast, vera e propria regia creativa che interpreta i trend e ascolta il mercato per tradurli in collezioni coerenti. Coordina materiali, finiture, cromie e dettagli, garantendo un filo conduttore riconoscibile e offrendo strumenti concreti a progettisti, rivenditori e installatori. Accanto alla visione tecnica, firma anche ambientazioni di rottura come “Mare”, omaggio a Oliviero Toscani, “Frattura”, tributo alla forza primordiale di Madre Natura, e il “Bagnetto Giallo”, studio cromatico pensato per valorizzare il carattere degli spazi più compatti.

Quattro progetti, un’unica passione

Per la prima volta, Damast lascia che siano le firme dell’architettura e del design a interpretare l’anima dei propri prodotti attraverso quattro sguardi narrativi:

  • Marco Pisati per Damast: Esplora il confine tra sacro e purificazione attraverso un potente contrasto simbolico bianco/nero tra atri “terreni” e spazi “candidi”.
  • Alessandra Bertini per Damast: Interpreta il bagno come un lusso d’intimità e riflessione protetta, dove l’acqua è elemento rinvigorente e talvolta purificatore.
  • Francesco Lucchese per Damast: Punta sulla biofilia e sulle geometrie pure, dove l’architettura accoglie la natura come elemento strutturante dello spazio.
  • Studio Delmonaco Lorenzoni per Damast: Propone un’ambientazione d’atmosfera ispirata al mondo del teatro sperimentale e della danza contemporanea.

Ricerca continua su materiali e finiture

Alla base del catalogo c’è una costante evoluzione dei materiali: superfici tattili, cromie sofisticate e trattamenti avanzati dialogano con le nuove collezioni per offrire combinazioni personalizzabili. Ogni pagina diventa così una tappa tra sensazioni tattili e scelte estetiche in continua evoluzione.

Scegliere un marchio significa identificarsi nei suoi valori e nei messaggi che trasmette. Con il Catalogo Collezione 026/027 abbiamo voluto fare una dichiarazione di metodo: un invito a progettare con intenzione e misura, valorizzando il tempo e la qualità del pensiero. Questo volume rappresenta la nostra maturità; siamo un’azienda dinamica e moderna, ma profondamente consapevole delle proprie radici. – dichiara Concetta Mastrolia, AD Damast – Attraverso l’incontro con progettisti autorevoli, abbiamo trasformato la #doccetteria in un raccoglitore di sensazioni, dimostrando che il benessere è un diritto universale da tutelare con etica e bellezza