Nel bagno contemporaneo, la finitura si afferma sempre più come linguaggio progettuale. Superfici lucide, opache o materiche oggi sono codici narrativi, mentre il colore è l'elemento chiave dell’identità dello spazio e di chi lo abita. Giulio Cappellini e cinque aziende del settore ci spiegano come il colore e le finiture contribuiscano a costruire una palette coerente e immersiva legando tra loro gli elementi. Grazie alla ricerca e grazie alle tecnologie sempre più avanzate, che ampliano le possibilità espressive delle finiture e ridefiniscono il progetto.
Nel progetto contemporaneo, colore e finiture superano la dimensione estetica per diventare strumenti di lettura dell’oggetto e, talvolta, del presente. A spiegarlo è il designer Giulio Cappellini, con uno sguardo trasversale in cui superficie e materia sono codici espressivi in grado di interpretare evoluzioni sociali, sensibilità e nuovi linguaggi del design.
Colori e finiture sono sempre più parte del progetto. Come si spiega questa evoluzione?
Il colore è lo specchio dei tempi. Racconta i cambiamenti socio-culturali meglio di qualsiasi altro elemento. Nei momenti di euforia emergono tonalità forti e vibranti, mentre oggi assistiamo a una ricerca di maggiore equilibrio, con colori più pacati e profondi. Questo vale per tutti i settori: dall’arredo alla moda, fino all’automotive. Il colore a volte arriva persino a prevalere sulla forma, diventando il primo codice di lettura del progetto.
Il colore può definire l’identità di un prodotto?
Oggi non è più possibile separare i due aspetti, il colore è parte integrante del progetto, così come la finitura. Non è mai statico: è un’esperienza dinamica che cambia con la luce, con le ombre, con le texture, in particolar modo nell’ambiente bagno, dove la dimensione sensoriale è sempre più importante. La matericità diventa un valore strategico: una stessa forma può assumere caratteri completamente diversi a seconda della superficie che la definisce. In questo senso, colore e materia contribuiscono insieme a costruire l’identità dell’oggetto, rendendolo riconoscibile e coerente.
Oggi si tende a confondere colore e finitura…
Il colore è la componente visiva, mentre la finitura riguarda la qualità della superficie, quindi la percezione materica e tattile. Sono due elementi distinti ma profondamente interconnessi. Ci sono colori che attraversano cicli e ritornano con nuove interpretazioni: il verde, ad esempio, dopo anni di assenza è oggi centrale, anche per il suo legame con la natura. Altri, come il bianco, restano costanti: non è un colore di rinuncia, ma di sintesi. La finitura può restituirne infinite interpretazioni. La ricerca è complessa e richiede un lavoro continuo di osservazione e sperimentazione, che coinvolge estetica, tecnologia e percezione sensoriale.
È importante oggi investire in questa direzione?
Per le aziende che vogliono fare design in modo serio è fondamentale, sia in termini di ricerca sia di tecnologia. Colore e finiture permettono di dare più vite a un prodotto, ampliandone le possibilità progettuali. Non si tratta solo di estetica, ma di strategia: attraverso superfici e cromie si costruisce un linguaggio capace di dialogare con il mercato e con l’evoluzione del gusto contemporaneo e della società.
A seguire gli interventi di:
Luca Piva, Art Director Arbi Arredobagno
Stefano Giordani, direttore Marketing e Sviluppo Prodotto di Cooperativa Ceramica d’Imola
Luca Di Giannatale, Responsabile Marketing e Comunicazione di Cordivari Design
Gloria Pozzi, Leader Marketing Italia Lixil Emena
Carla Coletti, Responsabile Marketing di Stilhaus
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO #353 DE IL BAGNO OGGI E DOMANI

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