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A Cersaie spazio ai giovani, all’inclusione e alle periferie con la mostra G124 di Renzo Piano

All'inaugurazione della mostra, prevista per martedì 28 settembre alle ore 10.30, seguirà alle ore 11.00 presso il Palazzo dei Congressi la conferenza "La bellezza salverà il mondo e lo salverà una persona alla volta. Una persona alla volta, ma lo salverà. L'esperienza del G124 Renzo Piano ‘Il rammendo delle periferie’”

Cersaie guarda lontano, punta al futuro e a chi lo creerà: i giovani. E così per l’edizione 2021, nell’ambito di “costruire, abitare, pensare”, dedica una mostra a un’innovativa esperienza avviata da Renzo Piano. Si intitola “G124 Renzo Piano: il rammendo delle periferie. Un viaggio tra le periferie italiane” e verrà sarà allestita al Padiglione 18 accanto all’area dedicata al Contract e agli studi di architettura di Archincont(r)act su una superficie di 240 metri quadrati.

G124 è il codice che identifica una stanza di Palazzo Giustiniani al Senato assegnata all’architetto e senatore a vita Renzo Piano. Appena nominato da Giorgio Napolitano ha deciso che avrebbe dato un senso alla sua carica occupandosi di un grande progetto per il nostro Paese: le periferie, che sono la città che sarà, quella dei figli. Nato nel 2014 il G124 è il gruppo di lavoro costituito da giovani architetti (tutti sotto i 35 anni e retribuiti con lo stipendio del Senatore) che, coordinati da tutor e aiutati da altre figure professionali (sociologi, antropologi, economisti, critici, urbanisti), hanno il compito di produrre studi di rammendo su una periferia in un anno di lavoro. Non esistono candidature per la selezione del quartiere che sarà studiato dal G124: è il gruppo stesso a vagliare opportunità e possibilità, e a decidere dove concentrare gli sforzi per l’anno.

“Questo progetto è dedicato al mio amico e Senatore a vita Claudio Abbado: anche lui aveva un suo progetto per il Senato, ma non ha avuto il tempo di realizzarlo. Aveva un grande desiderio, quasi un’idea fissa: che venga insegnata la musica nelle nostre scuole. Bisogna farlo perché la musica è un giardino straordinario ma va frequentato da bambini. Vi è sempre stata una profonda consonanza tra il suo impegno civile e la musica: musica come riscatto per i carcerati, musica per valorizzare i giovani, musica come modo per togliere i ragazzi dalla strada. Mosso da questa aspirazione, collaborava con José Antonio Abreu e ogni tanto spariva e andava in Venezuela. Lui è sempre stato convinto di una cosa, di cui sono convinto anch’io: la bellezza salverà il mondo e lo salverà una persona alla volta. Una persona alla volta, ma lo salverà, ha affermato Renzo Piano.

Per il 2020 e, a causa della pandemia, per parte del 2021, le città in cui il gruppo G124 ha lavorato sono state Padova (il cui progetto al Parco dei Salici è stato completato nei mesi scorsi), Modena (progetto al Parco XXII aprile, attualmente in cantiere) e Palermo (progetto allo Zen attualmente in cantiere).

All’inaugurazione della mostra, prevista per martedì 28 settembre alle ore 10.30, seguirà alle ore 11.00 presso il Palazzo dei Congressi la conferenza “La bellezza salverà il mondo e lo salverà una persona alla volta. Una persona alla volta, ma lo salverà. L’esperienza del G124 Renzo Piano ‘Il rammendo delle periferie’”, durante la quale Matteo Agnoletto, docente del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna e tutor del G124 Bologna, interverrà insieme a Edoardo Narne, Docente Composizione Architettonica e Urbana presso l’Università di Padova, a Edoardo Tresoldi, artista e a Stefano Mancuso, Docente e Direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale Università di Firenze.

La mostra sarà visitabile dal 27 settembre al 1° ottobre per tutta la durata della Fiera.

 

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