La nuova edizione dell’ADI Design Index seleziona 340 progetti in 14 categorie. Tra i prodotti scelti anche numerose soluzioni per il bagno, dove ricerca, tecnologia, materiali e sostenibilità diventano parte integrante del progetto.
È stata presentata all’ADI Design Museum di Milano l’edizione 2026 dell’ADI Design Index, la pubblicazione annuale di ADI – Associazione per il Disegno Industriale che raccoglie una selezione dei progetti più rappresentativi del design italiano contemporaneo. Sono 340 i progetti selezionati, suddivisi in 14 categorie che spaziano dal design per l’abitare all’illuminazione, dalla mobilità al lavoro, dai materiali e sistemi tecnologici ai servizi, fino alla ricerca e alla comunicazione. Una fotografia ampia del progetto contemporaneo, nella quale trova uno spazio significativo anche il mondo del bagno. La categoria Design per l’abitare raccoglie infatti diversi prodotti e sistemi destinati all’ambiente bagno, mettendo in evidenza come questo settore sia sempre più terreno di sperimentazione progettuale.
Il bagno come laboratorio di progetto
A emergere non è soltanto la ricerca formale. I progetti selezionati mostrano come il prodotto bagno venga oggi sviluppato mettendo in relazione funzione, tecnologia, materiali, sostenibilità ed esperienza d’uso. È il caso, per esempio, di OLTRE di Cesana, collezione di box doccia nella quale il profilo, caratterizzato da una texture verticale cannettata, diventa elemento distintivo e integra mensole, dispenser, bicchieri, ganci e porta asciugamani. Gli accessori possono essere installati e riposizionati senza forare il rivestimento, mentre il sistema è progettato per compensare le variazioni dimensionali durante la posa.
Anche la rubinetteria interpreta il tema dell’innovazione attraverso soluzioni che modificano il rapporto tra prodotto e utilizzatore. TERRA di Acua, progettata da Studio Hasuike, riprende la tipologia del miscelatore bicomando attraverso un linguaggio geometrico uniforme, mentre l’impiego di materiali a contenuto di piombo nullo risponde ai requisiti della normativa europea Drinking Water.
Con ENIGMA, invece, Super Inox porta la ricerca sul terreno della meccanica e dell’interazione. Il miscelatore integra nella maniglia un meccanismo brevettato che permette di controllare apertura, chiusura e temperatura attraverso movimenti verticali e orizzontali, mantenendo invariata la geometria del prodotto durante l’utilizzo.
Sul fronte dei lavabi, BRANDY di Arbi Arredobagno, progettato da Meneghello Paolelli, interpreta il prodotto attraverso un volume compatto e una silhouette continua. Realizzato in acrilico o Ocritech, il lavabo sfrutta le caratteristiche del materiale anche per consentire interventi di ripristino e prolungarne la durata.
Sono soltanto alcuni dei progetti legati al bagno presenti nell’Index 2026. Nelle pagine dedicate al Design per l’abitare compaiono infatti anche sistemi doccia, lavabi e miscelatori, oltre ad accessori scaldanti e soluzioni che portano nel prodotto temi come riciclabilità, durabilità e riduzione dell’impatto ambientale. Tra gli esempi, un lavabo realizzato con il 90% di vetro riciclato proveniente da pannelli fotovoltaici a fine vita e uno specchio modulare con illuminazione integrata progettato secondo principi di design-for-disassembly.
Dal prodotto al sistema
È proprio questa varietà a riflettere uno dei principali elementi emersi dalla nuova edizione dell’ADI Design Index: i confini tra le diverse discipline del design sono sempre più permeabili. Lo stesso Comitato Scientifico sottolinea come una parte significativa dei progetti sia oggi accompagnata da un servizio e come differenti dimensioni progettuali tendano a integrarsi, rendendo talvolta difficile ricondurre un progetto a una sola categoria. L’Index diventa così non soltanto una raccolta di prodotti, ma uno strumento per osservare come stanno cambiando prodotti, processi, servizi e linguaggi in relazione alle trasformazioni tecnologiche, produttive, ambientali e sociali.
Dal progetto ai dati
A questa attività di osservazione si affianca, per il secondo anno, il Report del Centro Studi ADI, che utilizza il patrimonio di dati costruito attraverso le diverse edizioni dell’Index per analizzare il rapporto tra design, innovazione, sistema produttivo e territorio.
Il Report 2026, coordinato da Carlo Branzaglia, amplia il lavoro avviato con la prima edizione e approfondisce, tra gli altri temi, il rapporto tra design e innovazione nei dati socio-economici, il sistema del design Made in Italy e il food design.
L’obiettivo è andare oltre la singola selezione annuale per individuare fenomeni, tendenze e trasformazioni che interessano il sistema del design italiano.
Verso il XXX Compasso d’Oro
La presenza nell’ADI Design Index rappresenta inoltre il passaggio necessario verso il Compasso d’Oro ADI. I progetti selezionati nelle edizioni 2026 e 2027 costituiranno infatti il bacino dal quale saranno individuate le candidature al XXX Compasso d’Oro ADI, previsto nella primavera del 2028.
La mostra dell’ADI Design Index 2026 è visitabile all’ADI Design Museum di Milano fino al 15 ottobre. Successivamente la selezione sarà presentata a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, presso Palazzo ex ONMI, dal 30 ottobre al 17 novembre, con inaugurazione il 29 ottobre.

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