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BAGNO ARCHITETTURA #353 | Aurea, progetto di Martini & Partners

Atmosfere controllate, lusso discreto, dimensione emozionale. Con questi elementi Mariana Martini e Fanni Szarvas rileggono la gerarchia degli spazi domestici e realizzano un progetto intimo e elegante, per un ipotetico committente single, uomo, metropolitano.

Il progetto proposto da Mariana Martini e Fanni Szarvas interpreta la “sala da bagno” come luogo autonomo e identitario all’interno di un ampio appartamento collocato in un edificio storico in stile liberty. Il progetto adotta un linguaggio dichiaratamente minimalista, con toni “maschili” (come quelli dell’ipotetico committente), guidato da un attento rispetto per la memoria storica del palazzo. Dove possibile, i riferimenti classici sono stati preservati e riletti in chiave contemporanea: la boiserie a soffitto è stata, ad esempio, reinterpretata attraverso disegni più morbidi e con un delicato richiamo al mondo floreale. Anche il nome Aurea dato al progetto diventa parte integrante della narrazione e fa riferimento a un’idea di equilibrio e di bellezza senza tempo e naturale.

L’hotel dentro casa

L’obiettivo progettuale è quello di concepire una suite padronale capace di riprodurre l’esperienza immersiva e sensoriale di una SPA, con il comfort di un hotel a cinque stelle. Uno spazio pensato come luogo di benessere quotidiano, integrato con la camera da letto adiacente e con una capiente cabina armadio sul lato lungo della composizione. Ogni elemento progettuale partecipa alla costruzione di un’idea di ospitalità domestica in cui l’unitarietà si manifesta attraverso l’uso armonico dei materiali e dei colori, creando un continuum visivo e percettivo. In questo contesto il bagno assume un ruolo centrale, pensato come un ambiente completo e altamente funzionale, articolato in una sequenza di spazi distinti.

Pur mantenendo una forte organicità compositiva, le diverse funzioni sono state separate per garantire più privacy, ordine e qualità dell’esperienza: l’area del lavabo è in una posizione centrale e scenografica rispetto al resto della composizione ed è indipendente dalla zona WC e dall’area doccia. Lo spazio più intimo del bagno è attrezzato con un funzionale vaso bidet ed è accessibile attraverso una porta in vetro, dall’effetto “velato”, incorniciata da un sottile profilo in alluminio scuro. La doccia è concepita come una vera e propria cabina wellness autonoma e dotata di due soffioni, di cui uno installato sopra la panca. All’occorrenza la doccia si trasforma in un hammam, grazie a un sistema di produzione del vapore con bocchette e motore integrati, nascosti sotto la seduta. Una porta gemella, disposta in posizione simmetrica rispetto all’area del WC, consente l’accesso alla zona doccia rafforzando l’equilibrio formale dell’insieme.

Quotidianità ed esclusività

La visione progettuale delle architette nasce dal desiderio di creare spazi che si percepiscono e vivono a livello sensoriale, combinando la familiarità della casa con il comfort di un albergo di lusso. Un approccio che ribalta la critica spesso rivolta a questo tipo di contaminazione: “piuttosto che un difetto, diventa un valore aggiunto, perché l’esperienza del viaggio ci insegna che gli spazi ben concepiti possono migliorare la nostra quotidianità”.

Il bagno manifesta immediatamente una sensazione di ampiezza e di comodità e, sebbene sia stato adottato un linguaggio rigoroso, le tonalità calde e l’uso di materiali naturali, suggeriscono equilibrio e familiarità: la pavimentazione del bagno, il rivestimento della doccia e il piano d’appoggio del lavabo sono realizzati in lastre di travertino silver, mentre le pareti sono valorizzate da una boiserie che conferisce all’ambiente calore e richiama la storicità del contesto. Nel bagno è stata collocata una panca vintage in bambù nero, che funziona non solo come pratico piano d’appoggio, ma anche come elemento d’arredo.

L’illuminazione del bagno è pensata come elemento funzionale e scenografico al tempo stesso. Lo spazio del WC e quello dello steam bath, sono illuminati da faretti studiati per garantire discrezione e accompagnare l’esperienza del bagno turco in modo soffuso e mirato. Accanto allo specchio di forma circolare, due applique svolgono una duplice funzione: fornire luce e arricchire lo spazio con un dettaglio decorativo. Al centro della stanza un punto luce d’accento definisce il fulcro visivo dell’ambiente, mentre micro faretti distribuiti in maniera misurata illuminano il lavabo senza ricorrere a effetti troppo teatrali.

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