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Salone Internazionale del Bagno 2026: cresce l’internazionalità e il bagno diventa esperienza

Alla decima edizione, il Salone Internazionale del Bagno 2026 conferma numeri in crescita e un respiro sempre più globale. Tra sostenibilità, tecnologia discreta e wellness, il bagno evolve in spazio esperienziale e strategico per il progetto dell’abitare contemporaneo. L’intervista al Direttore Manifestazioni del Salone del Mobile.Milano, Andrea Vaiani.

Il Salone Internazionale del Bagno 2026 celebra la sua decima edizione con numeri in crescita e un forte orientamento internazionale, confermandosi uno degli appuntamenti chiave del Salone del Mobile.Milano. A sottolinearlo è Andrea Vaiani, Direttore Manifestazioni del Salone, intervistato dalla redazione de Il Bagno Oggi e Domani. Vaiani evidenzia come la manifestazione rappresenti oggi “uno specchio fedele di un settore in trasformazione positiva”. Con 163 espositori provenienti da 14 Paesi (oltre il 28% esteri) e più di 16.000 mq di superficie espositiva completamente sold-out, la Biennale del Bagno conferma un andamento solido. “Registriamo un saldo attivo, con 53 nuovi ingressi tra debutti e rientri strategici”, spiega Vaiani, sottolineando anche il rafforzamento della dimensione internazionale grazie ai programmi di incoming che porteranno a Milano operatori e giornalisti da circa 50 Paesi.

Un settore in evoluzione tra sostenibilità e benessere

Nel complesso, il Salone del Mobile restituisce una fotografia ampia e articolata del comparto arredobagno, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 4,3 miliardi di euro, con una crescita trainata soprattutto dal mercato interno. Nonostante alcune variazioni nella rappresentanza territoriale – come una presenza più contenuta del mobile veneto – l’offerta resta completa e bilanciata. “Il rischio è soffermarsi su dinamiche circoscritte e perdere di vista l’equilibrio complessivo”, osserva Vaiani, ribadendo il ruolo centrale dei distretti storici del Made in Italy.

A emergere con forza sono soprattutto i macro-trend che stanno ridefinendo il settore. In primo piano sostenibilità e innovazione, con una crescente diffusione di materiali circolari, soluzioni progettate per essere smontabili e tecnologie per il risparmio idrico. Parallelamente, il bagno si trasforma in uno spazio sempre più esperienziale: “Non parliamo più solo di prodotti, ma di ambienti che migliorano la qualità della vita”, sottolinea Vaiani. In questo scenario si inserisce la crescita del segmento wellness e spa, oggi sempre più trasversale e in espansione. Dalle docce multisensoriali alle saune domestiche, fino agli ambienti relax completi, il bagno evolve verso una dimensione più ampia. “Non è più solo un’estensione del bagno, ma una nuova dimensione dell’abitare contemporaneo”, afferma il Direttore Manifestazioni, annunciando un lavoro in corso per dare maggiore identità e leggibilità a questo comparto.

Contract e Biennale: un dialogo complementare

Novità importante sarà il debutto del Salone Contract, pensato come piattaforma trasversale per progetti complessi. Il rapporto con la Biennale Bagno sarà di complementarità: “Il Salone Contract nasce da un’esigenza molto concreta del mercato. Sempre più aziende del design lavorano su progetti completi per hospitality, residenziale evoluto, uffici e spazi pubblici. Non vendono più solo prodotti, ma partecipano alla costruzione di ambienti complessi. Il Contract, quindi, vuole diventare una piattaforma trasversale, capace di mettere in relazione filiere diverse che lavorano sugli stessi progetti”, spiega il Direttore Manifestazioni. Un approccio che riflette l’evoluzione del mercato, sempre più orientato a progetti completi e integrati.

La casa si trasforma: spa domestica e tecnologia discreta

Tra gli scenari protagonisti dell’edizione 2026 spicca il concetto di spa domestica, con docce walk-in scenografiche, sistemi di luce evoluti e ambienti pensati per il relax. Accanto a questo, cresce il tema della “longevity”, con soluzioni progettate per adattarsi nel tempo senza rinunciare all’estetica.

La tecnologia, infine, diventa sempre più invisibile ma presente: sanitari smart, rubinetterie water-saving e sistemi digitali per la gestione dell’acqua segnano l’ingresso del bagno nell’ecosistema della casa connessa. “Mi auguro che i visitatori colgano questa evoluzione completa dell’idea di bagno: più sostenibile, più tecnologica e più attenta al benessere”, conclude Vaiani. Una trasformazione che conferma il ruolo del Salone come piattaforma strategica per interpretare i cambiamenti dell’abitare contemporaneo.

L’intervista integrale ad Andrea Vaiani verrà pubblicata sul fascicolo di aprile/maggio del Bagno Oggi e Domani.