Il sistema arredobagno registra nel 2025 un fatturato di 4,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,5%, con un mercato interno in aumento e un export stabile che sfiora i 1,7 miliardi di euro
La filiera legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Un risultato che assume particolare valore se letto all’interno di un contesto macroeconomico ancora complesso, segnato da incertezze geopolitiche, rallentamento di alcuni mercati chiave e progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla riqualificazione edilizia.
A sostenere l’andamento complessivo è soprattutto il mercato interno, che cresce dell’1,8% raggiungendo i 32,9 miliardi di euro, grazie in particolare alla maggiore dinamicità del comparto non residenziale. Le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,4%), attestandosi a 19,3 miliardi di euro e confermando un peso strategico pari al 37% del fatturato totale della filiera.
È questo il quadro delineato dai Preconsuntivi 2025 del Centro Studi FederlegnoArredo, presentati in occasione del lancio del Salone del Mobile.Milano, che si conferma ancora una volta piattaforma centrale per il posizionamento internazionale delle imprese italiane. All’interno della filiera, il macrosistema arredamento mostra una sostanziale stabilità (+0,6%), con la crescita del mercato interno che compensa la lieve flessione dell’export. Più dinamico il macrosistema legno, che cresce del 2%, sostenuto anche dal recupero delle esportazioni.
Sul fronte dei mercati esteri, emergono andamenti differenziati: segnali di ripresa arrivano dalla Germania e dal Regno Unito, mentre persistono difficoltà in Francia e negli Stati Uniti. Positiva anche la performance di Paesi come Spagna, Paesi Bassi ed Emirati Arabi Uniti, a conferma di una progressiva diversificazione geografica dell’export.
Nel dettaglio dei comparti, il sistema arredobagno registra nel 2025 un fatturato di 4,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,5%, con un mercato interno in aumento e un export stabile che sfiora i 1,7 miliardi di euro. Un risultato che conferma la capacità del settore di adattarsi e mantenere competitività, pur in uno scenario internazionale sempre più selettivo.

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