Ricerca come motore culturale: dalla visione sistemica alla micro-ingegneria, la R&S evolve tra sartorialità tecnologica e sostenibilità. Le aziende che abbiamo intervistato mostrano approcci distinti, ma convergenti, come spiega anche Patrizia Bolzan, designer e docente del Polimi: innovare partendo dalla fabbrica per integrare materiali, processi e tutela ambientale.
Docente al Politecnico di Milano e designer conosciuta anche per la sua abilità manuale e artigianale di maker designer, Patrizia Bolzan ci spiega come lo scambio virtuoso tra ricerca accademica e mondo produttivo generi un “laboratorio del futuro” dove innovazione, manualità e sostenibilità diventano leve decisive per preservare l’identità del prodotto.
Quanto incide la fase di R&S per un’azienda e come si affrontano le sfide tecniche?
Oggi è fondamentale considerare le sfide tecniche nel contesto europeo, e in particolare italiano, dove il design mantiene un ruolo di leadership culturale e produttiva. Il panorama è cambiato: se un tempo il design italiano era riferimento esclusivo, ora stanno emergendo con forza alcune realtà estere. In questo contesto, la ricerca e sviluppo assume un valore strategico, perchè permette di integrare soluzioni tecnologiche avanzate senza rinunciare alla cura dei dettagli, alle finiture artigianali e alle possibilità di personalizzazione, autentiche chiavi di qualità e sapere.
Da docente, quali sono per lei le basi imprescindibili di R&S per gli studenti di oggi, per essere vincenti nella collaborazione con le aziende domani?
Gli studenti devono bilanciare ascolto e proposta: seguire le indicazioni dell’azienda senza rinunciare a proporre contro-brief o visioni dirompenti. Fondamentale è il contatto diretto con il materiale: disegnare, modellare, costruire in scala reale. L’oggetto prende dimensione, peso, proporzione e solo così si comprendono i limiti e le potenzialità del progetto. In un mondo sempre più digitale, questa manualità è una lezione di concretezza: non esiste “control Z” nella realtà, agire richiede riflessione, misura, consapevolezza.
Dal punto di vista dell’azienda, invece, come sta cambiando l’attività di R&S?
Il panorama è variegato: alcune aziende sono sensibili da tempo a sostenibilità e innovazione, altre sono più lente. Per le grandi imprese, investire in produzione sostenibile e processi innovativi richiede pianificazione; per le piccole e medie, ogni cambiamento ha impatto più diretto e rilevante. Nel settore ceramico, per esempio, puntare su prodotti durevoli, aggiornabili e longevi riduce l’impatto ambientale, con effetti virtuosi sull’intera filiera.
Il Politecnico segue vari progetti con aziende del settore arredobagno, in vari comparti. Qual è il valore della collaborazione tra università e azienda?
Il rapporto tra università e impresa è duplice. Per gli studenti significa confrontarsi con vincoli reali, trasformando idee e sperimentazioni in progetti concreti. L’anno scorso, uno dei lavori degli studenti è stato addirittura prodotto dall’azienda. Per l’azienda, invece, la collaborazione apre la porta a visioni innovative, prive di preconcetti, che contaminano le pratiche consolidate e suggeriscono nuove strategie e nuove possibili applicazioni. L’incontro tra curiosità accademica e esperienza produttiva genera un valore reciproco: è un laboratorio di futuro! Artigianalità e digitalizzazione vanno ormai di pari passo: come si concilia questa apparente antitesi? Il caso di Alice Ceramica, con cui abbiamo collaborato l’anno scorso, mostra come sia possibile integrare digitale e artigianato: alcune lavorazioni sono demandate a macchine, altre mantengono il valore del tocco umano. Riconoscere quali dettagli preservare, quali processi digitalizzare, significa tutelare qualità, finiture, geometrie e autenticità del prodotto. Al Politecnico, il percorso formativo dei designer inizia con la manualità: sketch, modelli in scala, prove pratiche. La digitalizzazione subentra in seguito, ma senza sostituire la dimensione tattile. Questo equilibrio forma professionisti capaci di progettare prodotti tecnicamente avanzati, sostenibili e culturalmente radicati.
A seguire gli interventi di:
• MANUEL DI GIACOBBE, Designer e marketing manager Alice Ceramica
• ADRIANO TONUSSI, Product Manager Altamarea
• FILIPPO MANUZZI, Ceo Ceramica Sant’Agostino
• CLAUDIO CUPELLI, Responsabile R&S Neoperl
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO #353 DE IL BAGNO OGGI E DOMANI

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